Combustibili: le regole legislative per l’utilizzo della farina di vinaccioli

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Nella gazzetta ufficiale del 6 agosto scorso è stato pubblicato il DM 29 Maggio 2019, n. 74 “Regolamento relativo all’inserimento della farina di vinaccioli disoleata nell’allegato X, parte II, sezione IV, paragrafo 1, alla parte quinta del Decreto Legislativo 3 Aprile 2006, n. 152” che integra l’elenco delle biomasse combustibili.

Con l’entrata in vigore del decreto la farina di vinaccioli disoleata potrà quindi essere utilizzata come prodotto combustibile e viene inserita nell’elenco delle biomasse a uso combustibile dell’allegato X alla parte quinta del Decreto Legislativo 3 Aprile 2006, n. 152.

Si tratta dell’ultimo, e presumibilmente definitivo, atto di un percorso iniziato in CTI poco meno di dieci anni fa con la pubblicazione della prima edizione della specifica tecnica UNI/TS 11459:2012 “Sottoprodotti del processo di lavorazione dell’uva per usi energetici – Classificazione e specifiche”.

Grazie alla collaborazione di enti di ricerca, associazioni di settore ed aziende interessate alla tematica, tutti seduti attorno ai tavoli CTI, nel 2016 la specifica è stata revisionata e soprattutto se ne è elevato lo status a norma nazionale UNI. E’ proprio questo documento che ha recentemente consentito al legislatore (nello specifico il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare) di intervenire su uno dei più importanti articoli del testo unico ambientale per il settore delle fonti rinnovabili combustibili: quello che definisce l’elenco delle materie ammissibili alla combustione e delle relative specifiche di utilizzo.