Dl Semplificazioni, stop a clausole che prevedono per Pmi tempi lunghi di pagamento

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Emendamento al Senato, nulle poiché gravemente inique le clausole che prevedono pagamenti oltre i 60 giorni. Ma non varrà se parti contraenti sono entrambe Pmi

Saranno da considerarsi ‘gravemente inique’ e pertanto nulle ai sensi del Dlgs 231/2002 le clausole contrattuali che prevedono tempi di pagamento superiori ai 60 giorni nei confronti delle piccole e medie imprese.

La stretta a tutela delle Pmi creditrici nelle transazioni commerciali arriva con un emendamento al Dl Semplificazioni adesso a Palazzo Madama. L’emendamento è stato presentato dai senatori Mauro Coltorti(M5S, commissione Lavori pubblici) e Daisy Pirovano (Lega, commissione Affari costituzionali).

Il nuovo passaggio del Dl Semplificazioni andrebbe, quantomeno sulla carta, ad accelerare la liquidazione dei debiti verso le realtà produttive di dimensioni più contenute. Le Pmi, appunto, che troppo spesso cadono in grave crisi anche a causa di ritardi enormi nei pagamenti di servizi o prodotti che erogano.

Da precisare, comunque, che la presunzione assoluto di iniquità stabilita dall’emendamento riguarda in via esclusiva le transazioni dove soltanto il creditore è una piccola o media impresa. Nel caso in cui tutte le parti del contratto siano Pmi, allora la norma sui tempi di pagamento non troverà applicazione.