Negozi chiusi una domenica su due e multe fino a 120 mila euro per i trasgressori

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Domeniche a parte, esercizi sempre chiusi nei giorni ‘rossi’ del calendario. Previste eccezioni perenni e deroghe regionali alla ‘regola del 26’

In commissione Attività produttive della Camera, presieduta dall’onorevole Barbara Saltamartini, arriva il testo con l’intesa tra Movimento 5 Stelle e Lega sulla chiusura domenicale e festiva dei negozi. Relatore l’onorevole Andrea Dara della Lega. Si parte con 26 aperture domenicali su 52 totali e la chiusura nelle 12 festività nazionali ‘comandate’.

Previste però deroghe stabilite a livello regionale, da decidere in teoria con le categorie, nonché differenziazioni in base a stagioni e flussi turistici. Le 26 aperture potranno infatti essere concentrate tutte in alta stagione per quanto riguarda le zone turistiche, ad esempio in estate nelle località marine. Le deroghe, invece, riguarderanno sia le attività dei centri storici sia i negozi di vicinato. Più precisamente, le attività commerciali potranno restare sempre aperte la domenica eccetto le festività in base alla popolazione dei comuni e alla grandezza del negozio. Nei comuni fino a 10 mila abitanti, aperti i negozi fino a 150 metri quadri, nei comuni con più di 10 mila abitanti, aperti gli esercizi fino a 250 metri quadri.

Le eccezioni alla regola

Dalla legge così pensata sono esclusi dalle nuove regole le rivendite di generi marchiati dal monopolio nonché i negozi di alberghi, campeggi e villaggi. Nessuna chiusura imposta nemmeno alle attività presenti su autostrade, stazioni, porti e aeroporti.

Libera scelta sulla serranda alzata o abbassata per librerie, edicole, gastronomie e rosticcerie, pasticcerie e gelaterie. Ma anche per negozi di fiori, mobili, dischi, antiquari, souvenir e artigianato locale. Stesso trattamento, chiaramente, anche per le attività di mero intrattenimento quali cinema, parchi divertimento, stadi e centri sportivi.

Multe salate per i trasgressori

Il testo in commissione prevede pesanti sanzioni amministrative per chi non rispetterà i nuovi obblighi. Previste multe salate, infatti, per chi non rispetterà i nuovi obblighi: da 10mila a 60mila euro che raddoppiano in caso di recidiva. I proventi dovrebbero essere reimpiegati nella lotta all’abusivismo e a beneficio del decoro urbano.

Lega e M5S fanno entrambi passi indietro sulle rispettive proposte

Il testo in commissione, comunque suscettibile di ulteriori modifiche, è frutto di mesi di dialogo tra i due partiti della maggioranza. A tal proposito vi sono state anche numerose audizioni richieste dalla presidente Saltamartini e che hanno coinvolto le associazioni maggiormente rappresentative del mondo imprenditoriale, cui Conflavoro Pmi ha preso parte lo scorso ottobre. Ma, alla fine, il risultato attuale si discosta sia dalle richieste iniziali della Lega (otto domeniche aperte) sia da quelle del Movimento 5 Stelle (il 25% dei negozi aperti  con gli altri chiusi a rotazione).

Per Saltamartini (Lega) il risultato del testo è una “buona sintesi tra le diverse e per certi versi distanti posizioni emerse in questi mesi in commissione, anche alla luce delle oltre 40 audizioni svolte. Credo che la sintesi politica migliore sia quella di un testo dove si prevedono ‘aperture con buonsenso’ recependo l’appello dei lavoratori domenicali e al contempo garantendo per gli esercizi commerciali un numero di aperture a mio parere equilibrato”.